sabato 18 gennaio 2014

live

Vi prenotiamo “L’appuntamento” con i Virgo.

http://theblogstage.wordpress.com/2013/12/19/vi-prenotiamo-lappuntamento-con-i-virgo/

PUBBLICATO IL 
Indossate il vestito migliore, pettinatevi, mettevi due gocce di profumo e troviamoci davanti alla caffetteria in centro. Siete confusi? Tranquilli, questo non è diventando un blog moda. Potete tirare un sospiro di sollievo; non siamo impazzite.
Dobbiamo presentarvi un nuovo gruppo. Vi abbiamo prenotato “L’appuntamento” , per farveli conoscere: loro sono i Virgo, direttamente da Vicenza.
La band nasce nel 2008 con un nome differente da quello attuale, inizialmente si chiamavanoPapataci. Fin dagli esordi l’obiettivo era quello di creare musica nuova, inedita che possa far emergere ogni sfumatura di ogni componente del gruppo. I Papataci hanno vinto nel 2010 il premio “Rock targato Italia” raggiungendo un notevole traguardo, per la loro formazione e crescita professionale. Nel 2012 avviene una vera e propria evoluzione con un cambio di line up che incide notevolmente nella scelta del sound più rock blues. Possiamo parlare di una rinascita della band con un nuovo nome: i Virgo. Ci propongono, così, un progetto d’esordio totalmente autoprodotto. In questo nuovo lavoro viene presentato l’incontro di disparate personalità facendo emergere un profondo confronto con se stessi. I Virgo progrediscono e definiscono qualitativamente la loro ricerca e sperimentazione musicale. L‘ appuntamento è un album che ci svela in modo graduale concetti, essenze e pensieri in piccole dosi.
Cosa ne pensiamo noi di BlogStage di questo album? Ora vi raccontiamo come abbiamo vissuto l’ascolto.
Il lavoro dei Virgo presenta 10 brani ben legati tra loro. Il sound riesce a trasportarti e l’ascolto dovrebbe essere fatto in macchina, durante un lungo viaggio. Oppure come abbiamo fatto noi sdraiate a terra in qualche posizione contorta, sommerse da cuscini in preda al relax completo. Bisogna dire che il disco necessità di più ascolti, per poter cogliere tutte le sue sfumature e questo consiglio dovrebbe valere sempre, per qualsiasi ascolto che fate. Non fermatevi mai alla prima apparenza e date più opportunità alle canzoni. Succede molte volte che un brano di primo impatto non renda totalmente o non vi dica molto, ma provate a riascoltarlo e se conferma la senzazione negativa avevate ragione, se no avete salvato un brano.  C’è una discreta varietà di sound tra una canzone e l’altra che ti permette di individuare una favorita e di non confondere i pezzi. Possiamo dire che il disco è una vera esplosione di note, sensazioni. Partiamo con il primo brano “Non ti sogno più” che ci introduce lentamente nel mondo dei Virgo, per i primi due minuti poi si viene travolti dall’energia del testo e dalla sequenza di parole precise, scandite. “Il tempo della memoria” prosegue con una scansione di ricordi e tempo che scorre. Quando parte il terzo brano “Tre” (no, non vi stiamo prendendo in giro è proprio il titolo della canzone) non potrete star fermi ed inizierete a battere un piede a ritmo di musica. Poi è la volta di ascoltare “Porto Franco” e ancora la sensazione di muoversi a tempo prosegue senza alcuna intenzione di fermarsi. Il quinto brano è il singolo estratto di cui troverete il videoclip da vedere.  Continuiamo a sentire l’album e ci aspettano “Una storia vivente” e “Uomo celibe“. “La stanza dei colori” cattura la nostra attenzione per questo ritmo iniziale soft che permette di dare maggiore importanza alla voce graffiante del cantante. E poi arrivano i nostri due brani preferiti (lo dovevamo dire, no?) “Via Salomone” e “If it’s love” ci hanno convinto fin dal primo ascolto. Ammettiamo di aver riascoltato il disco più volte dal contrario appositamente per sentire quelle due canzoni, per prime.
Alla fine di tutto questo vi consigliamo di dare un ascolto pure voi e di farci sapere i vostri pareri. Confrontiamoci!
Potete ascoltare il lavoro dei Virgo: QUI
Trovate la band su Facebook e ci pare scontato dirvi di seguirli.

RECENSIONE: Virgo – L’appuntamento

http://www.radiointerstella.com/2014/01/06/recensione-virgo-lappuntamento/

Virgo (o meglio la forma primordiale di questa creatura, chiamata Papataci) è un progetto musicale che nasce nel 2008 e tra successi importanti (come la vittoria di “Rock targato italia 2010″) e cambi di line up arriva, nel 2013, a rilasciare il full di cui vi parliamo oggi : “L’appuntamento“. 
avatars-000040652204-in8c14-t200x200[...L'appuntamento viene inteso come il punto d'incontro tra quel che siamo e l'immaginario. 
Una dimensione astratta dove chiunque, durante il proprio cammino, avrà modo di confrontarsi con se stesso...]
Questo è il modo con cui la band descrive la sua espressione artistica, questo è l’aiuto che ci viene dato per cercare di inquadrare questa produzione con aggettivi che vadano oltre l’ovvia evidenza: si tratta del tipico Rock Italiano,  che si divide tra riff al veleno con un pizzico di wah e chitarre acustiche che dipingono, come pennelli, colori a cui siamo abituati.
Come un pittore che continua a dipingere quello che meglio sa fare, e quello che più ama, i Virgo non osano e restano a proporre soggetti abusati da una moltitudine di band italiane e molto probabilmente, in questo caso, la scelta è giusta.
Già perchè il quintetto Vicentino scrive, suona e produce bene quello che sa fare ed il risultato, pur non apportando una rivoluzione nel panorama morente del “Rock all’italiana” ( da non confondersi col Rock Italiano) è piacevole, ha un suo valore artistico e delinea una proposta chiara, di una band che sa cosa fare e, soprattutto, sa come farlo. Su questa tela giocano un ruolo importante i testi che, superando l’ostacolo puramente soggettivo del mio non essere particolarmente incline al timbro vocale del cantato, riescono a trasmettermi questa sensazione di vedo/non vedo, di conosco/non conosco, a metà tra la chiarezza e la totale ambiguità. E allora sono obbligato a riconoscere che in effetti quel che viene detto corrisponde al vero: l‘appuntamento è connubio di immaginazione e conoscibile, ma questa mia autocritica esistenziale non va oltre il tempo reale del disco e, a volte, finisce anche per perdersi in altre considerazioni più banali, dettate da pezzi meno incisivi.
Le chitarre (decisamente in primo piano) restano a fare il compito che il genere gli assegna e che questo sia un bene o un male non è ci è dato saperlo e, soprattutto, giudicarlo. Il dato di fatto è che senza osare è vero che non si sbaglia, ma non si colpisce a fondo, che è un pò la caratteristica dominante dell’intera produzione, non relegata ovviamente solo al parco chitarristico, utilizzato come espediente.
Un buon lavoro per dei bravi musicisti che realizzano esattamente la tela che avevano immaginato. Non c’è traccia d’esitazione in quel che viene prodotto e questo va riconosciuto. Sfugge ad uno sguardo puramente critico l’elemento psichedelico della proposta (definita anche così dagli stessi Virgo), di cui a mio modo di vedere non c’è traccia, se non in un certo modo di concepire il songwriting e di utilizzare suoni e strategie melodiche che sicuramente affondano le radici anche nei capisaldi degli anni settanta.
Un disco da ultima sigaretta prima di dormire, da ultimo sguardo fuori dalla finestra aperta per far uscire il fumo. Quel fumo che poi, se lo lasciamo lì, non ci fa dormire. Interstellari, vi presento i Virgo. 
Voto: 6.5 Stars (6.5 / 10)
Tracklist:
Formazione:
Daniele Perrino
Luca Bastianello
Carlo Bucci
Michele Prontera

IL ROCK INTROSPETTIVO E POTENTE DEI VIRGO

I Virgo sono una band proveniente da Vicenza e dedita ad un rock caleidoscopico e molto particolare,talvolta perfino rarefatto.
La band si è formata nel 2008 col nome Papataci(con questo nome hanno vinto nel 2010 la manifestazione”rock targato italia”),per poi approdare l’anno scorso alla denominazione attuale(la line-up è composta da Daniele Perrino,Luca Bastianello,Carlo Bucci,Livio Gaigher e Michele Prontera).
Questo è il loro primo lavoro,con 10 tracce accattivanti all’insegna di un rock molto interessante,tra potenza ed episodi più meditativi.
L’iniziale”Non ti sogno più”non lascia dubbi sulle qualità compositive ed esecutive della band:già da questo brano,difatti,emoziona con una musica dalle tinte psichedeliche e notturne,in cui l’introspezione la fa da padrona(“non mi dimentico di quello che c’è,se c’è/ma sono al centro di un gioco sporco,strano ed insolito/ma tutto questo non serve a niente,forse solo con te”); al centro la bella voce di Daniele…belle le dinamiche che giocano su intrecci di chitarre,ora taglienti,ora struggenti mischiate ad un suggestivo tappeto di tastiera.
Le trame psichedeliche sono evidenti anche su”il tempo della memoria”,insieme ad alcuni rimandi progressivi(e con alcune puntate vicine all’hard settantiano):è un altro bellissimo brano che vede la band in grande forma(con al centro una chitarra irresistibile,dominata dal wha wha) ;il testo indaga su pensieri personali,con poesia (“vestiti di alba/nel fluttuando recita per me(..)dimentica tesori e bandiere/dimentica umori e promesse/la realtà è un’utopia corrotta/che lascia spazio al nostro inventare”).
Decisamente hard e quindi più aggressivo il mood di”Tre”,con la chitarra in primo piano:”si scontrano idee,sei come una jena/e un punto d’incontro non c’è”recita il testo,che riflette la tensione della musica…e la band segue quest’attitudine anche su”Porto Franco”,in realtà più cadenzata:difatti è un rock-blues ad alta tensione elettrica,dalle liriche sempre molto personali(“con le mani in pasta riesco a rilassarmi un po’/ballo col diavolo in console/vieni qua e decidi te se approfittarne o no/ma come stai,ci sei o ci fai?”),anche se non manca un certo immaginario R&R(e vengono in mente i Deep Purple di”Strange kind of woman”).
“L’appuntamento”è un brano più lento,umbratile ed è anche il primo singolo estratto(accompagnato da un bel videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=6PqzgCo3m-c );molto bello ed introspettivo,dall’atmosfera onirica e sognante,morbidamente psichedelica e struggente(ed anche il testo riflette queste sensazioni emotive:”ruberò dai passanti indifferenti/i tuoi smarriti frammenti/Sfiorami con un richiamo ipnotico/Salvami da un falso piacere/Immobilizzami con il tuo canto antico/Presentami un’estasi immediata di una nuova esistenza fatata )e perfino con alcune aperture al pop più nobile.
“Una storia vivente”torna su territori più hard decisi e corposi(tra ricordi settantiani traghettati ai nostri giorni),sempre adornati da meditazioni interiori(“è un immortalare la cosa che rende unica la salvezza di una confidenza/inaspettato quello che vuoi/l’odore dell’ingenuità”);anche”Uomo celibe”segue questa direzione,anche se in maniera più ricercata(“situazioni logiche che si aggrovigliano sempre più/in bilico”),con la robustezza sonora a tradurre le inquietudini del protagonista.
Torna subito dopo anche una ballata ombrosa ed elettroacustica(“la stanza dei colori”),una sorta di rock-blues dai risvolti alternativi ed inediti;come sempre il gruppo dà sfoggio della sua compattezza sonora….ottima la parte vocale(da brivido),ma anche il tappeto musicale di contorno,molto atmosferico.
“Via Salomone”rientra in un mood hard-grunge dall’atmosfera velatamente psych e dalle liriche sempre molto interessanti e personalissime(“cosa fai adesso che non hai più parole per rispondere/alle mie critiche?/vieni dai e osserva le mani che si scontrano per stringersi/fugace incontro tra notte e giorno)”;la traccia conclusiva è”If it’s love”,cantata in inglese,dall’andatura post-stoner/post-grunge(ma dalle insolite aperture notturne e ariose,che spezzano le trame dure del brano in maniera curiosa;e fa perfino capolino una chitarra”spaziale”nella seconda parte).
I Virgo sono una band da tenere d’occhio,formata da ottimi musicisti,ed un altrettanto valido ed eccellente cantante e sanno anche scrivere,oltre che suonare;e la loro personalità riesce sempre ad emozionare. “L’appuntamento” è un disco davvero interessante,particolare ;per tutti gli amanti del vero rock,suonato con passione,grinta e determinazione,tra energia e ricercatezza….Bravi davvero!
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https://itunes.apple.com/it/album/lappuntamento/id731030258

http://www.youtube.com/watch?v=6PqzgCo3m-c

https://soundcloud.com/virgo-the-band




Virgo – L’Appuntamento

By Shiver on 20th, novembre 2013 with in Recensioni

Sei qui: Home / Recensioni / Virgo – L’Appuntamento (2013 – Autoprodotto)


Virgo-L'Appuntamento-cover2013L’immagine di copertina è già evocativa di ciò che i Virgo propongono. Dal deserto vicentino ci introducono in un road-rock tagliato col coltello condotto da un cantato dalle adenoidi in evidenza che rende ancor più grezzo il voluto impatto d’insieme della release.
“Non ti sogno più” ed “Il Tempo della memoria” aprono il disco, però, con atmosfera; la rabbia macina, dondola nella stanza cercando uno sfogo che non trova sino ai successivi due brani: “Tre”e “Porto Franco” sono un’esplosione, un vaffanculo in faccia a chi ascolta, in cui tutta la band dà il meglio per acuire un crescendo di potenza in watt. “L’Appuntamento” si calma nella title track, per riurlare in “Una Storia Vivente” e “L’Uomo celibe” che seguono, per sfociare in una dolce “Stanza dei Colori” e poi in una risolutivaVia Salomone. I titoli di coda sono affidati all’unica indulgenza all’inglese di If it’s Love.
Dal primo ascolto si ha subito l’impressione possa essere l’ottima colonna sonora di un viaggio senza meta in macchina, una notte, dopo una furiosa litigata con una donna. Ogni pezzo lo sottolinea: l’ira che monta, le urla contro il parabrezza, il respiro affannato e la ricerca di una calma che non vuole avere il sopravvento, la disperazione e la rassegnazione. Ed una volta sfogata la rabbia sul cruscotto, c’è pure l’autoradio che ci si mette con un pezzone di rocckaccio americano a caso. Quantomeno questa è stata la mia di impressione.
“L’Appuntamento” è un buon album, con già una struttura narrativa completa, quindi. Un buon album dove i testi sono spesso predominanti e dove gli strumentisti accompagnano i sentimenti dettati dal vocalizzo, a volte sforzato, con fedele armonia da indiani padani d’inizio 2000. Ora sono un po’ più calmo. Giro la macchina verso casa. E mi fumo una sigaretta.
 (Guido Quiller



)

Recensione dell'album L'appuntamento dei Virgo radiophonica.

http://www.radiophonica.com/recensione/recensione-dellalbum-lappuntamento-dei-virgo

Titolo disco: 
L'appuntamento
 Nome Artista: 
Virgo 
Genere disco recensito: 
Rock - Alternative
Recensione dell'album L'appuntamento dei Virgo
E' quasi ora di svegliarsi, cullati dalle note e dai suoni provenienti però da un mondo surreale. Comincia in questo modo il nostro viaggio attraverso l'album “L'appuntamento”, disco di esordio dei Virgo. Dieci brani: una perfetta colonna sonora per quelle giornate pensierose e autunnali, in cui un po' tutti ci sentiamo sospesi. Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie: estremamente precari. E in questa condizione di sospensione ci troviamo spesso a porci domande esistenzialiste. E se è pure vero che “la realtà è un'utopia corrotta”, proprio i Virgo riescono a dipingere con il loro rock un evocativo e suggestivo “non luogo”.
Romantici ed eleganti i testi: una perfetta cornice per filastrocche musicali che irretiscono i sensi e lasciano gli ascoltatori avvolti in una fitta nebbia interiore, quasi fosse una nuova dimensione del tempo e della memoria. Elementi che sono soggetti ad una percezione tutta personale ed unica per ogni singolo individuo.
Ma accanto a queste sognanti canzoni (come “Non ti sogno più”, “Il Tempo della Memoria” e “La stanza dei colori”) l'album “L'appuntamento” regala agli ascoltatori brani più energici e a tratti quasi aggressivi. Come una brusca ondata che si infrange su una superficie, esplode nei brani tutta la loro energia rock. Ritornano “carnefici” a scuotere le coscienze e gli animi di chi procede ascoltando il disco, in brani come “Tre”,  “Porto Franco”, “Una storia vivente”, “L'uomo celibe”, “Via Salamone” e “If it's love” - unica traccia in inglese- con chitarre ruggenti e una batteria che “tira” – pur suonando classici rock grooves.
E poi nel nostro viaggio musicale arriviamo a “L'Appuntamento” - title track dell'album – che, per dirla con le parole di Costantino Kavafis, ci costringe ad arrestarci per fare un breve punto su quello che questo album ci ha finora lasciato: e cioè che questo disco ci ha accompagnato sinora proprio per un bel viaggio, abbiamo fatto un breve tratto di strada insieme, inseriti nella prospettiva musicale dei Virgo. Un'esperienza tutt'altro che banale.. e piena di significato. Non abbiamo affrettato il passo, anzi, ci siamo goduti ogni singolo passo insieme.
Delusi? No! Tutt'altro semmai... 
Quindi spenderemo due parole sul video: “L'Appuntamento” in cui scopriamo tutto il piacere dell'illusione che questo gruppo quando suona riesce a creare.. una sorta di alchimia magica. Toni scuri sullo sfondo, luci usate sapientemente per creare nuove ombre. Corpi sfuocati che giacciono per terra o che si muovono, come a rappresentare un'umanità disumana e che si è persa chissà dove. Forse in qualche periferia. Luci dalle tonalità bluastre avvolgono tutti gli elementi del gruppo mentre suonano. Ma se Daniele Perrino, Luca Bastianello, Carlo Bucci, Livio Gaigher e Michele Prontera (i Virgo) resteranno per l'intera clip in una penombra avvolgente e quasi paralizzante - come la gabbia in cui sono rinchiusi - i corpi prima sfuocati e giacenti si liberano e lentamente la notte, il buio si dissipa e spunta la luce. 

E ora veniamo al momento “biography”, che scopiazziamo direttamente dal loro profilo Facebook (https://www.facebook.com/pages/VIRGO/120318194751830 ).

I Virgo nascono nel 2008 col nome di Papataci e, certi di fare musica propria puntando al lato piú espressivo, si aggiudicano diversi premi di plastica arrivando poi a vincere Rock Targato Italia 2010, "non ha portato a nulla se non a qualcosa da scrivere in piú su di noi". Con il 2012 la band si presenta con il nuovo nome: Virgo. Un piccolo cambio di line-up per questa band vicentina e la musicalità dei brani prende forma con la voce di Daniele Perrino, professione cantante sulla scena nazionale da diversi anni e recentemente protagonista come autore ed interprete del brano "Lullaby" contenuto nell'ultimo progetto musicale di Mario Biondi "Due". Con Daniele si è arrivati ad un buon compromesso fra intensitá e dedizione. Con l'entrata poi di Michele Prontera nella band, I Virgo dichiarano di aver finalmente raggiunto a quell'impatto sonoro a cui miravano fin dall'inizio. 
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a cura di Rossella Biagi