Attivi da qualche anno sulla scena indipendente culminata con la vittoria di “Rock Targato Italia” nel 2010, la definitiva line-up dei VIRGO si forma nel Gennaio 2014. Il loro album d’esordio “L’appuntamento” è composto da varie sfumature sonore sostenute da tematiche di forte impatto evocativo nella pura tradizione del rock italiano.
Dopo i singoli “L’appuntamento” e “Non ti sogno più” i VIRGO si apprestano a lanciare “Tre”, brano aggressivo e diretto contornato da un videoclip dallo stile minimalista e da tinte offuscate.
Regia di Filippo Leoni.
Il video è ambientato in uno spazio aperto, un posto scarno e privo di dettagli per nostra precisa scelta in cui abbiamo cercato di rappresentare un brano che manda un messaggio diretto e conciso senza inutili giri di parole.
Tre parla di un litigio che non va a buon fine, affrontato solo per il gusto di farlo.
Esistono momenti in cui la pace e il buonumore sono solo comodità che annullano lo sfogo.
Le sonorità crude e vetrose del brano ruotano intorno ad una aggressiva immediatezza con rari episodi di quiete che fanno da sfondo a riferimenti stoner e blues.
Attualmente stiamo concretizzando nuove idee per dare vita al prossimo album.
I Virgo sono nati nel 2008 a Vicenza con il nome Papataci ed è con questo nome che vincono Rock Targato Italia nel 2010. Dopo un cambio di line up, il gruppo decide di cambiare e irrobustire il proprio sound. Il nuovo nome è Virgo e alla voce troviamo i Daniele Perrino, voce emergente già nota nel panorama nazionale in veste di solista, che vanta collaborazioni con il celebre cantanteMario Biondi in Lullaby, brano presente all’interno dell’album Due.
I Virgo adesso esordiscono con il loro album L’appuntamento totalmente autoprodotto, in cui riversano tutta la loro esperienza. Non ti sogno più è la canzone di apertura di questi dieci brani di puro rock all’italiana contaminato da sonorità americane. Con un intro onirico, la canzone prende corposità grazie alla voce di Perrino. L’atmosfera mista tra sogno e momenti di energia creata dall’incrocio delle chitarre urlanti continua con Il tempodella memoria mentre con Tre, i Virgo iniziano a fare sul serio, con un rock scatenato e sanguigno, di quello che piace ai veri rocker. Voce roboante, modulata nel modo giusto, con chitarre al vetriolo.
Lo stesso vale per Porto Franco, la cui ritmica prende la strada di un blues caldo di matrice americana molto radicata.
L’appuntamento, che da il nome all’album, è una ballad avvolgente, in cui la voce di Perrino si inerpica come un serpente sensuale nelle orecchie di chi lo ascolta, scatenandosi nel ritornello.
Cantati tutti in italiano, seguono Una Storia Vivente, Uomo Celibe, La stanza dei Colori e Via Salomone.
Con le metafore dei loro testi, i Virgo vogliono raccontare un percorso esistenziale per prendere coscienza del proprio essere. Le loro canzoni sono tutte molto energiche e potenti, dai riff e dall’arrangiamento molto ben suonato, ma una delle canzoni che consiglio di ascoltare è la Stanza dei Colori. E’ un brano lento, in cui Perrino e i Virgo danno il meglio di sè, sia nella voce, sia nel testo, una contaminazione tra Godano, Jeff Buckley e i cantautori blues americani: poesia che diventa musica.
Chiude l’album If It’s Love, l’unica canzone cantata in inglese, dalla ritmica serrata, chitarre veloci come fulmini che salutano chi ascolta, lasciando la voglia di riascoltare di nuovo album per ancora tante altre volte. Un ottimo esordio per una band che, grazie a un nuovo inizio, ha trovato la propria strada e ne percorrerà ancora tantissima!
In una nebbiosa mattina di fine primavera abbiamo incontrato i Virgo, band rock-blues-stoner vicentina che pubblica proprio in questi giorni il nuovo clip "Non ti sogno più".
Daniele e Luca, rispettivamente singer e bass player dei Virgo (vincitori dell’ edizione 2010 del celebre concorso “Rock targato Italia”) hanno risposto alle nostre domande.
Buongiorno ragazzi.Ho trovato definizioni molto differenti riguardo la vostra musica …. voi come vi definireste ?
Ciao.Suoniamo Blues, Stoner e Rock. Più che genere la chiamerei attitudine celebrativa nell’affrontare l’aspetto compositivo.Quel che arriva, una volta scelto il vestito da mettere al brano, deve essere la stessa sensazione che si ha quando ci si trova davanti ad un banchetto ricco di buon cibo e bevande di prestigio.L’importante è creare un filo conduttore che accompagni l’ascoltatore lungo l’intero percorso dell’album e non tanto quello di etichettarsi con un genere rispetto ad un altro.
Cosa succederebbe se fossimo tutti artisti ? ..forse in fondo lo siamo….
In fondo ognuno lo può essere a modo suo, importante è liberarsi dalla quotidianità o semplicemente essere convinti che un giorno non possa mai essere uguale ad un’ altro.Partendo da questo presupposto qualsiasi forma di pensiero può dare vita ad un messaggio da diffondere.
Cosa aiuta allora ,secondo voi, una band a sconfiggere le mode e a durare nel tempo rispetto alla maggior parte ,ma sopratutto: cosa distingue e rende un disco “credibile” da un progetto palesemente costruito a tavolino?
Credo che l’amicizia sia alla base di tutto. Quel legame che trovi anche al di fuori della sala prove. Quella simbiosi che ti fa mettere la nota giusta senza nemmeno chiederla. Avere un obbiettivo in testa, un traguardo da raggiungere, mettere in pista idee diverse con l’umiltà di saper ascoltare senza fare la prima donna. Non avere la convinzione che quello che proponi sia intoccabile. La gelosia è una brutta bestia, sempre.
Veniamo ai nostri giorni. Parlateci di questo nuovo video e di come/dove lo avete presentato.
“Virgo live in Bad Spirit”nasce dal desiderio di coniugare esperienze artistiche parallele quali musica e moda.L’idea di portare il rock in un concept store ci ha dato la possibilità di presentare il nostro album in chiave acustica, riuscendo a coinvolgere il pubblico presente con sonorità morbide ed atmosfere intimiste.
Moda e rock…mmm.. ma siete dei romantici in un epoca poco romantica ?
Siamo romantici a modo nostro. Di certo non abbiamo quella vena mielosamente snervante che spesso mi arriva alle orecchie quando dedico attenzione nell’ascoltare band che vengono lanciate senza criterio alcuno.
Chiudiamo in modo insolito.Vi va di farci un piccolo ritratto socio-musicologico della vostra città Vicenza?
Ti dico: da noi suonano praticamente tutti..di conseguenza gli spazi disponibili,, ahime, non sempre ci sono. A livello di band trovi , come in ogni città , le situazioni piu’ diverse: alcuni gruppi riescono ad uscire ben oltre la provincia, altre band invece è tanto se suonano una volta all’anno grazie al soliti contest fine a se stesso. Ad ogni modo la scena c’è e si fa sentire ma solo con la bella stagione quando le feste di quartiere e le manifestazioni popolari prendo il sopravvento.
I Virgo si raccontano (intervista a cura di Frenk Lavorino)
I Virgo sono una band alternative rock di Vicenza vincitrice di “Rock Targato Italia 2010”; in questi giorni la band ha pubblicato il nuovo singolo e video “Non ti sogno” brano estratto dal loro album “L’appuntamento” (di cui Relics si è gia occupato, click qui per la recensione). Noi abbiamo fatto quattro chiacchiere con i ragazzi davanti ad un buon boccale di birra ghiacciata.
Ciao ragazzi. Partiamo curiosamente dalla fine. Ci parlate dell’evento “Bad Spirit” tenutosi a Milano il 22 Marzo scorso?
“Virgo live in Bad Spirit” nasce dal desiderio di coniugare esperienze artistiche parallele quali musica e moda. L’idea di portare il rock in un concept store ci ha dato la possibilità di presentare il nostro album in chiave acustica, riuscendo a coinvolgere il pubblico presente con sonorità morbide ed atmosfere intimiste.
Quindi moda e rock sono dimensioni che possono coesistere ?
Assolutamente si, due fonti d’ispirazione legate alle radici.Due mondi così vicini in grado di segnare un’epoca.
Eravate sul palco del 1° Maggio a Traversetolo, nel parmense. Una giornata sentita e di grandevalenza simbolica, mai come quest’anno in cui la crisi ha stretto ulteriormente la sua morsa sul popolo italiano. Ce la volete raccontare (la serata)?
1°Maggio, primo giorno da disoccupato. Come Michele c’e ne saranno stati di certo altri. Una giornata per condividere musica, sorrisi e sguardi. Fiumi di parole che rimbombano nella testa di chi le ascolta, sindacati partitici, oratori, menestrelli, tutti a ribadire situazioni precarie fini a se stesse perchè se ne parla ancora e ancora ma in fondo i conti si fanno solo alla cassa del supermarket. Una piazza ridente, la pioggia le fa da scenario, gente partecipe e chiassosa. Un bel clima di festa contornato da birrette moleste.
Ci è arrivata voce che, dopo quello della title-track, sia in arrivo un nuovo videoclip, per la precisione del brano “Tre”. Potete fornirci qualche dettaglio in più?
Beh a dire il vero dopo quello della title-track abbiamo dato alla luce, grazie al nostro amico e regista Filippo Leoni, “Virgo Rockin’ for Bad Spirit”. Si,Il prossimo video che andremo a proporre sarà “Tre”. Cercheremo di essere fedeli alle sonorità e al tema trattato nella canzone; crudezza autentica e minimalismo diretto senza inutili orpelli.
Ho letto in giro nel web di qualche critica relativa alla scelta stilistica di aver utilizzato la lingua italiana su di un genere come il vostro che pesca palesemente dal rock d’oltreoceano. È una cosa che vi ha fatto riflettere e procurato ripensamenti o semplicemente non ve ne siete curati e tirerete dritto per la vostra strada?
Siamo padroni della nostra lingua, amiamo complicarci la vita. Cerchiamo di esprime concetti dettati dal nostro stato d’animo. Coniugare pensieri per poi sfibrarli fino a porci nudi d’innanzi al quieto vivere. Se dovessimo pensare di scrivere tutto ciò in un’altra lingua non riusciremmo ad essere mai credibili finendo in un consueto tritacarne dove le fatiche andrebbero perse assieme a quel tempo che non basta mai. Italiano o meno l’importante è che se ne parli.
Ho trovato definizioni varie sulla vostra musica ….si va dal blues, allo stoner, dal rock alternative al pop. Vi chiedo: vi va di autodefinirvi? Ma sopratutto: questa evidente difficoltà che hanno avuto diverse webzine nell’ etichettarvi la vedete come una cosa positiva ? Se si, perché?
I Virgo suonano Blues/ Stoner/ Rock. Più che genere la chiamerei attitudine celebrativa nell’affrontare l’aspetto compositivo. Quel che arriva, una volta scelto il vestito da mettere al brano, deve essere la stessa sensazione che si ha quando ci si trova davanti ad un banchetto ricco di buon cibo e bevande di prestigio. L’importante è creare un filo conduttore che accompagni l’ascoltatore lungo l’intero percorso dell’album e non tanto quello di etichettarsi con un genere rispetto ad un altro.
Parlateci un po’ del lato underground della vostra Vicenza e in più generale del Veneto. Locali, ritrovi, band, spazi per emergenti….
Qui suonano tutti, gli spazi sono pochi e c’è sempre chi sta li a puntare il dito senza avere le carte per farlo.
Ci sono band che riescono ad uscire ben oltre la provincia, altre che suonano una volta all’anno grazie a quei soliti contest fini a se stessi. La scena c’è e si fa sentire ma solo con la bella stagione quando le feste di quartiere e le manifestazioni popolari prendo il sopravvento sulla città.
Anche solo fermandosi ai titoli delle canzoni ( “L’appuntamento”, “Via Salomone”, “Non Ti Sogno Più”, “Tre”) sembra che tutto l’album sia pervaso da una presenza femminile, oserei dire, quasi ingombrante, ossessiva. È forse questo disco, a livello testuale, il tentativo di esorcizzare, di lasciarsi per sempre alle spalle una cocente delusione?
Non sono delusioni ma frangenti di vita vissuta. Espedienti riflessivi in grado di far ribollire il sangue nel bene o nel male. La presenza femminile è la fonte di maggiore ispirazione perchè tocca i momenti salienti di un percorso sensoriale dove le parole cercano di rendere visibile il significato di un testo.
In generale da dove traete le vostre tematiche? Mi sembrate delle persone molto pratiche e poco ‘nerd’.
Dipende ovviamente dalla fase che stai percorrendo, da quanta festa hai fatto la sera prima, dalle incazzature recuperate in tempo utile, da scheletri nell’armadio cancellabili solamente grazie all’uso di parole in grado di eliminarli.
Quali sono le caratteristiche principali, gli ingredienti che fanno durare nel tempo una band? Ma sopratutto: cosa distingue e rende un disco “credibile” da un progetto palesemente costruito a tavolino o con l’ occhio puntato sulla classifica ?
Credo che l’amicizia sia alla base di tutto. Quel legame che trovi anche al di fuori della sala prove. Quella simbiosi che ti fa mettere la nota giusta senza nemmeno chiederla. Avere un obbiettivo in testa, un traguardo da raggiungere, mettere in pista idee diverse con l’umiltà di saper ascoltare senza fare la prima donna. Non avere la convinzione che quello che proponi sia intoccabile. La gelosia è una brutta bestia, sempre.
Avete dei suoni nel disco che spesso risultano una bella mazzata sonora; in modo particolare mi piace molto l’effetto che si crea quando accostate tematiche particolarmente dolci ad un accompagnamento che rasenta spesso lo stoner! Effetto voluto o istintivo ?
E’ un effetto sonoro voluto, che mi ha sempre entusiasmato. Affiancare parole morbide a suoni più decisi crea quella sensazione di spazio temporale etereo quasi indefinito, avvolgente, enigmatico a tal punto da virare su parti più istintive quasi a ricordare che in fondo l’improvvisazione da sempre modo di conoscersi a fondo.
Parola d’ ordine: naturale. Sembra quasi di vivere un epoca opposta agli ’80: si cerca sempre di piu’ un immagine, una storia, un sound naturale. Cosa ne pensate di quella decade, cosa vi ha lasciato? Sempre che vi abbia lasciato qualcosa…
Giuro che gli anni ’80 non hanno mai avuto modo di influenzare la nostra musica. L’ho sempre vista come una decade transitoria sperimentale con la quale non sono mai riuscito a legare per via di quelle sonorità troppo distanti da quel che mi fa stare bene. Nel senso, prova a sintonizzarti su radio ’80 e dimmi quanto tempo passa prima di cambiare stazione…
Concludiamo l’ intervista, con una domanda leggera; senza avventurarci nel mondo del porno diteci tre personaggi di qualsiasi epoca con le quali vi piacerebbe passare un’ intera giornata insieme ( Da Adamo a Renzi, tutti vanno bene…..)
Esce “Virgo rockin’ for Bad Spirit lifestyle” il nuovo videoclip della rock band vicentina, girato in via Marghera 26 a Milano in occasione della presentazione della New Capsule Collection Bad Spirit 2014/2015 di Massimo Sabbadin.
“Virgo live in Bad Spirit” nasce dal desiderio di coniugare esperienze artistiche parallele quali musica e moda. L’idea di portare il rock in un concept store è sembrata cosi stimolante alla band a tal punto da voler scattare un’istantanea del momento grazie alla preziosa collaborazione dell’amico e regista Filippo Leoni.
La scelta della band è ricaduta sul brano “Non ti sogno più” dopo una valutazione basata sull’atmosfera ideale per raccontare questa giornata.Il brano racconta di un’ossessione e il conseguente processo di improvvisa e forzata liberazione passando attraverso dubbi, inganni ed obliosa inquietudine.Strapparsi vesti ormai consunte ed apatiche per giungere all’essenza. Per non mentire più.
Ci racconta Luca Bastianello, bass player dei Virgo: “È stata un’esperienza costruttiva ed unica nel suo genere riuscita grazie alla volontà di Massimo Sabbadin, fondatore e stilista del brand Bad Spirit, dalla quale abbiamo assorbito stimoli per future collaborazioni. Il prossimo video della band che andremo a proporre sarà“Tre”.Cercheremo di essere fedeli alle sonorità e al tema trattati nella canzone; crudezza autentica e minimalismo diretto senza inutili orpelli.”
Il nuovo disco dei Virgo ”L’ appuntamento”, è un album che svela la propria essenza lungo un percorso di dieci brani uniti da una incontaminata espressione sensoriale. L’appuntamento viene inteso come il punto d’incontro tra quel che siamo e l’immaginario.
Una dimensione astratta dove chiunque, durante il proprio cammino, avrà modo di confrontarsi con se stesso. la musicalità dei brani prende forma con la voce di Daniele Perrino, professione cantante sulla scena nazionale da diversi anni e protagonista come autore ed interprete del brano ”Lullaby” contenuto nell’ultimo progetto di Mario Biondi ”Due”.
:: TRACKLIST
- Non ti sogno più
- Il tempo della memoria
- Tre
- Porto franco
- L’appuntamento
- Una storia vivente
- Uomo celibe
- La stanza dei colori
- Via Salomone
- If it’s love
- Uno di quei giorni
- Insieme a te sto bene (Lucio Battisti)
- Noia non c’è
- Tutto ok
:: PROSSIMI CONCERTI VIRGO
- Studio 2, Vigodarzere (VE) 09/05
- Scimmie, Milano (MI) 17/06
- BissaRock, Costabissara (VI) 12/09
E’ USCITO “VIRGO ROCKIN’ FOR BAD SPIRIT LIFE STYLE” IL NUOVO VIDEOCLIP DELLA ROCK BAND VICENTINA
Esce “Virgo Rockin’ for Bad Spirit life style” il nuovo videoclip della rock band vicentina, girato in via Marghera 26 a Milano in occasione della presentazione della New Capsule Collection Bad Spirit 2014/2015 by Massimo Sabbadin.
“Virgo live in Bad Spirit” nasce dal desiderio di coniugare esperienze artistiche parallele quali musica e moda. L’idea di portare il rock in un concept store ci sembrava molto stimolante a tal punto da voler scattare un’istantanea del momento grazie alla preziosa collaborazione dell’amico e regista Filippo Leoni.
La scelta della band è ricaduta sul brano “Non ti sogno più” dopo una valutazione basata sull’atmosfera ideale per raccontare questa giornata.
Il brano racconta un’ossessione e il conseguente processo di improvvisa e forzata liberazione passando attraverso dubbi, inganni ed obliosa inquietudine.
Strapparsi vesti ormai consunte ed apatiche per giungere all’essenza. Per non mentire più.
Ci racconta Luca Bastianello, bass playerdei Virgo: “È stata un’esperienza costruttiva ed unica nel suo genere riuscita grazie alla volontà di Massimo Sabbadin, fondatore e stilista del brand Bad Spirit, dalla quale abbiamo assorbito stimoli per future collaborazioni”
Il prossimo video che andremo a proporre sarà “Tre”.
Cercheremo di essere fedeli alle sonorità e al tema trattati nella canzone; crudezza autentica e minimalismo diretto senza inutili orpelli.
Il nuovo disco dei Virgo ”L’ appuntamento”, è un album che svela la propria essenza lungo un percorso di dieci brani uniti da una incontaminata espressione sensoriale. L’appuntamento viene inteso come il punto d’incontro tra quel che siamo e l’immaginario. Una dimensione astratta dove chiunque, durante il proprio cammino, avrà modo di confrontarsi con se stesso.
La musicalità dei brani prende forma con la voce di Daniele Perrino, professione cantante sulla scena nazionale da diversi anni e recentemente protagonista come autore ed interprete del brano ”Lullaby”contenuto nell’ultimo progetto di Mario Biondi ”Due” .
Nascono a Vicenza nel 2008 col nome di Papataci e, dopo la solita gavetta, vanno a vincere Rock Targato Italia 2010. Con il 2012 la band si presenta con il nome, decisamente più intrigante, di VIRGOe non più Papataci.
Il disco d'esordio è L'appuntamento, a detta dei nostri “un album che svela la propria essenza lungo un percorso di dieci brani uniti da una incontaminata espressione sensoriale. L'appuntamento viene inteso come il punto d'incontro tra quel che siamo e l'immaginario”.
Non ti sogno più ha un inizio tranquillo, ma prende forza man mano, il suo si fa pieno e corposo, la voce del cantante è profonda e roboante, la sensazione è di una compattezza notevole unita ad una diligenza fuori dal comune. Il tempo della memoria è stoner, classico pezzo del genere, colori foschi, suono polveroso, distorsioni a tutto spiano mescolati a effetti astrali, riff quasi selvaggi fanno da sponda al singer. Un attacco rabbioso è l’apertura di Tre, la selvatica voce di Perrinoricorda il Pelù più truce degli esordi. I riff di Prontera sono quasi animaleschi e lasciano il segno.
Porto franco passa da furia ossessiva a momenti suadenti, forte-piano-forte è uno schema classico del rock, sezione ritmica in gran spolvero, rullanti e basso sono ovunque fanno da quinta alle evoluzione canore. La titletrack L’Appuntamento introduce tonalità quasi prog, sembra a tratti di sentire la PFM nei suoi momenti migliori, anche il testo ne richiama l’eco. Una ballata sinuosa e dura, il fascino di una rock fumoso ascoltato in una sera di tempesta. Una storia vivente è contaminata di metal, urla rabbiose e testo duro, pelli battute con violenza in grande evidenza, riff lunghi e, a volte, fin troppo insistiti. Uomo celibe sprigiona potenza, chitarra esuberante, ritmica pressante, un treno che corre veloce e rumoroso. Ritroviamo echiPieffemiani nella bellissima ballad La stanza dei colori, uno slow-stoner che è affascinante come un cobra, ti avvolge nelle spire dei sapienti accordi composti sulle corde, nei tasti pigiati al momento giusto, nella batteria presente, ma mai invadente, in un testo poetico. Via Salomone oscilla tra correre e rallentare, prende varie strade per poi ripensarci, forse il brano meno convincente dell’album, ma non per questo da scartare. If it’s love strizza l’occhio a certe sonorità dei Foos, un buon pezzo per chiudere un buon album.
Non siamo a Palm Springs, culla natia dello stoner-rock, ma a Vicenza, ma la differenza geografica nulla toglie alla qualità della musica. L’entrata nella band di Perrino (autore ed interprete di Lullaby per Mario Biondi) alla voce e di Prontera alla chitarra ha inciso profondamente e positivamente sul sound del gruppo.
Musica stoner, con alcune inclinazioni più hard rispetto allo standard classico del genere e tentazioni prog qua e là. Bravo nel controllo e nella potenza espressa il cantante, ottima la solo guitar, bravi tutti gli altri, risalta la solidità e la perfetta dosatura degli ingredienti, la corposità e compattezza del wall of sound è granitica. Non siamo di fronte a qualcosa di sconvolgente o alla nuova frontiera del rock, ma ad una ottima band cui manca poco per fare un ulteriore salto di qualità.
MAURIZIO DONINI
Tracklist: 1. Non ti sogno più 2. Il tempo della memoria 3. Tre 4. Porto franco 5. L’appuntamento 6. Una storia vivente 7. Uomo celibe 8. La stanza dei colori 9. Via Salomone 10. If it’s love
Componenti: Daniele Perrino - voce Luca Bastianello - basso Carlo Bucci - batteria Michele Prontera – chitarra, tastiera Luca dal Lago - chitarra