“L’appuntamento”, album dei Virgo, gruppo rock di Vicenza in via d’affermazione, si può definire un viaggio, una perlustrazione di sfere sensoriali, posti fisici riconoscibili e persone dove la mente si muove.
La musica è molto intensa, ora riflette il moto del pensiero come ne “Il tempo della memoria”, ora tutta la frenesia del circostante che distingue l’io da quel poco di buono che c’è attorno a lui. Nei brani si avverte l’implicazione insieme di mente e corpo nella vita, nel quotidiano, nei luoghi frequentati, negli spazi anche piccoli. Il viaggio di conscio e subconscio riguarda tutta la persona, la accompagna dal mondo onirico come in “Non ti sogno più” fino al luogo fisico dell’incontro anatomico di due corpi che “si studiano” in macchina.
L’intensità non viene meno se ad essere implicato è il rapporto fisico, inteso più come scambio di emozioni, conoscenza di due universi sensoriali attraverso il legame: «vieni a vedere due mani che si incontrano [...] conosco un posto che fa per noi» recita un verso del brano intitolato “Via Salomone”, che lascia intendere un riferimento autobiografico, fisicamente dato, al quale sono legati episodi di conoscenza e senza tuttavia perdersi nella concretezza del dato.
Posti fisici e identificabili come “correlativi oggettivi”, capaci di riportare a galla la memoria sommersa, in cui l’unico spazio-tempo possibile appare quello dato dall’essere per l’altro (sono io ora per te) in mezzo a una realtà che altro non è se non “un’utopia corrotta” (da “Il Tempo della memoria”).
E l’incontro tra sensi, luogh, posti, ricordi è fissato proprio al centro delle varie componenti: “L’appuntamento”, brano centrale non a caso, dà anche il titolo all’album.
Quando il rock diventa Lifestyle con Bad Spirit Brand
The Secret Code
''Bad Spirit crede in tre cose fondamentali : amore, punk e rock'n'roll!''
Massimo Sabbadin Stylist
Photo Credits : Dario Lanzetta
www.dariolanzetta.it
A/W 2014/2015 Collection
Model : Jose Joseppe
Considero che non è facile trovare uno stilista come Massimo Sabbadin, perché tante volte non basta creare e credo che uno persona deve fare la differenza sopratutto quando si tratta del fashion industry. Un brand nasce dall'amore per tutto ciò che è dentro noi stessi e tutto ciò che pensiamo prende una forma originale che fa la differenza dagli altri. Nel 1975 nasce Bad Spirit dall'amore per la musica rock, ''un brand che non segue mode o tendenze, ma semplicemente comprende tutto ciò che mi rappresenta, un mio stile di vita...''- Massimo Sabbadin In un mondo in cui ormai, i valori del personal branding non esistono più e le tendenze non hanno più una forma originale, ma semplicemente prendono la forma di un qualcosa ''già visto'', il brand Bad Spirit fa la differenza, proprio perché è unico cosi come Massimo Sabbadin nel suo modo di essere. Un brand tutto da scoprire con la voglia di viverlo a 360°, perché non a caso le collezioni si rivolgono alle persone dinamiche e aggressive, ma che possiedono anche un lato dolce e gentile. I capi vengono trattati con procedimenti a mano, che li rendono unici e da collezione.
Photo Credits : Dario Lanzetta
www.dariolanzetta.it
A/W 2014/2015 Collection
Model : Cynthia De Melo
Save The Date
22 Marzo 2014
Bad Spirit HeadQuarter - Via Marghera, 26, Milano - crea spazio per tutti quelli che amano ''indossare'' il rock e lancia la New Capsule Collection A/W 2014/201, collezione inaugurata con l'occasione della Fashion Week Donna a Milano grazie alla collaborazione con Dario Lanzetta Photographer . Questa volta avrà un sapore musicale con la presentazione del nuovo album rock ''L'Appuntamento'' - album d'esordio dei vicentini Virgo, band che vanta una pluriennale esperienza in ambito musicale .
Virgo è un progetto musicale che nasce nel 2008 e tra successi importanti ( Vincitori del premio Rock Targato italia 2010 ) e cambi di line-up arriva, nel 2013, a lasciare l'impronta con l'album ''L'appuntamento''.
Un album che svela la propria essenza lungo un percorso di dieci brani uniti da una incontaminata espressione sensoriale. ''L'appuntamento viene inteso come il punto d'incontro tra quel che siamo e l'immaginario.Una dimensione astratta dove chiunque, durante il proprio cammino, avrà modo di confrontarsi con se stesso.'' La musicalità dei 10 brani prende forma con la voce di Daniele Perrino già noto come protagonista del brano ''Lullaby'' nell'ultimo progetto musicale di Mario Biondi ''Due''.
Un 22 Marzo pieno di emozioni rock, in tutte le sue espressioni, in cui possiamo lasciare libera la propria immaginazione, assaporando un aperitivo e un DjSet organizzato da Bad Spirit Headquarters.
E nel regno “ Bad Spirit ” del Fashion Designer Massimo Sabbadin “L’appuntamento” rock per sabato 22 marzo 2014.
Si accoglie la primavera con il rock incalzante, un evento fashion all’insegna della musica d’autore e del mood che per definizione non risponde né alle logiche, né alle imposizioni di mercato: il rock.
Sabbadin, che è rock nell’anima, tanto da sentirlo sulla pelle, c’è da perdersi nei suoi tatuaggi, fino a proporlo nelle sue collezioni; di queste tra i tanti, sono unici ed inconfondibili i suoi giubbotti presenti anche nella new capsule collection FW 2014/ 2015 Milan; ospita nel suo showroom in Via Marghera 26 a Milano, una serata all’insegna del rock come stile di vita.
In scaletta la nuova collezione di Bad Spirit Milano, immortalata dai sensazionali scatti del fotografo Dario Lanzetta, la presentazione dell’album d’esordio del gruppo vicentino Virgo.
“ L’appuntamento” questo il titolo del loro primo disco, che contiene dieci braniinediti, è ricco di nuovi spunti e contaminazioni; parte dei pezzi, nella serata del 22 marzo, daranno vita all’acoustic show dalla voce di Daniele Perrino, cantante ed autore che vanta collaborazioni importanti, tra le quali l’ultima con il brano “Lullaby” di Mario Biondi.
Dj Set e Aperitivo poi, in “ Bad Style”.
** Dalle ore 20, “L’appuntamento” è in via Marghera 26 a Milano.
Parlare di gruppi hard rock/ blues italiani non è mai semplice. Si rischia innanzitutto di trovarsi ad annegare in un mare di retorica avvilente, sia per quanto concerne l’abilità tecnica di alcuni personaggi che calcano il nostro suolo discografico, sia per l’incapacità degli stessi di ritagliarsi una fetta di pubblico considerevole in un panorama troppo pop-e-paillettes.
In secondo luogo è davvero impossibile muovere critiche a gruppi che decidono di uscire dall’anonimato (nel nostro paese incredibilmente si ha un vantaggio anche nel rinchiudersi per tutta la vita nelle tracce scritte da qualcun’ altro) e si debbono scontrare con un Colosseo informe di critici senza arte ne parte che finiranno, tra le altre cose, per distruggerli, l’accusa principale? ‘Senza collocazione sul mercato’.
Iniziamo col dire che i Virgo, quartetto Vicentino all’esordio con il record ‘L’appuntamento’, si sforzano di uscire dal cliché del già sentito, mantenendosi in equilibrio sulla sottilissima corda della sperimentazione. Sebbene le basi, quindi, si sposino in maniera coerente con sonorità grunge, hard n’ heavy, rock di matrice italiana, in alcuni pezzi è introdotto il synth, per infondere atmosfera e tagli soffusi. Dal punto di vista tecnico quindi, al gruppo nato inizialmente col nome di Papataci nel 2008, manca poco o nulla. L’esperienza del tastierista – chitarrista Michele Prontera si fa sentire in ogni brano, tra distorsioni e assoli puntuali; l’impronta ritmica data dalla batteria di Carlo Bucci ed il basso di Luca Bastianello è in certe fasi corroborante, esaltante (anche se raramente geniale), testimonianza cadenzata della competenza dei membri della band; infine la voce colorata del singer Daniele Perrino, che evitiamo di paragonare ad uno strano ibrido di famose voci nostrane come Francesco Renga e Piero Pelù. Ops, cancellate l’ultima riga.
Se dunque è per l’ennesima volta difficile porre obiezioni sul piano tecnico ad un gruppo esordiente (stavolta anche il suono è di primo piano) del panorama Nazionale, l’amalgama finale del prodotto non è altrettanto scontato.
In alcuni pezzi come l’opener Non ti sogno Più , Tre (Queens of The Stone Age? Sicuramente Queens of The Stone Age) ed Una Storia Vivente, la carica è potente e si fatica a rimanere fermi sul posto. Il Rock proposto non solo è ‘duro’, ma abrasivo come le corde di un basso ben accordato. I Soundgarden sono più di una suggestione lontana, si riscontrano anche i riverberi de Le Vibrazioni, quelle ispirate, ovvio.
Tuttavia un paio di punti rischiano di annullare quanto di buono viene proposto in buoni ⅔ del disco. In primis il cantato in italiano rischia di stereotipizzare il lavoro. Nonostante insistere sul nostro idioma sia sintomo ammirabile di attaccamento alla lingua e (chissà), anche al Belpaese, purtroppo un certo genere musicale ci è stato gentilmente tramandato da artisti d’ Oltreoceano, o al massimo da quelli del Paese della Sterlina. Siamo abituati a percepirlo in una certa maniera e, che lo si voglia o no, allinearlo alla nostra lingua, a livello prettamente manageriale, può al massimo riportare con la memoria a band di casa nostra. Che, senza scendere nei particolari, con l’Hard n’ Heavy hanno al massimo iniziato la propria carriera, per poi straziarlo affinché certe produzioni non rimanessero sugli scaffali a prender polvere. Ergo, senza particolare successo.
E, ahimè, volendo spostare il discorso su un piano strettamente stilistico, la risultante non cambia. In alcuni passaggi viene quasi voglia di tradurre le parole per sentire ‘col senno di poi’, cosa sarebbe venuto fuori. In fundis, anche i testi finiscono per rimanere un semplice contorno.
In seconda istanza non si può certo affermare che i ‘tentativi’ di innestare riverberi elettronici in pezzi fino a quel momento assolutamente compatti almeno sul piano del manifesto espressivo, sia stata una mossa riuscita. Per fortuna tale esperimento rimane abbozzato, i brani sono per la maggior parte hard rock alternativo senza troppi compromessi, se non quelli, appunto, derivanti dall’ unione con le tastiere.
In sintesi, il lavoro dei Virgo finisce per convincere esclusivamente quando i volumi rimangono alti, le chitarre serrate e la batteria alza il metronomo. Altrimenti è inevitabile in brani come Il Tempo della Memoria, la title track L’Appuntamento e Via Salomone, agganciarsi con la memoria ad altri gruppi dello Stivale che nella loro carriera hanno finito per snaturare il proprio background, standardizzandosi al fine di addolcire l’impreparato apparato uditivo del pubblico di casa nostra. Ripetiamo: tecnicamente è tutta un’altra storia, ma anche le potenzialità discografiche vogliono la loro parte. Consigliamo quindi ai Virgo di rimanere i nudi e crudi di Tre e di abbandonare certe soluzioni sperimentali che sicuramente li porterebbero su binari già precostituiti. E verso l’anonimato. Nel nostro mercato e altrove. Più scapocciate, meno Vibrazioni.
Tracklist:
1. Non ti sogno più 2. Il tempo della memoria 3. Tre 4. Porto franco 5. L’appuntamento 6. Una storia vivente 7. Uomo celibe 8. La stanza dei colori 9. Via Salomone 10. If it’s love
L'appuntamento (Materiali musicali / O2) è l'esordio rock blues dei vicentini Virgo. Un embrione dell'attuale band aveva vinto nel 2010 il premio "Rock targato Italia", ma soltanto a seguito di alcuni cambi di formazione avvenuti nel 2012 è sopraggiunta l'inevitabile svolta artistica che ha portato poi recentemente alla pubblicazione del primo album.
Recensione in 10 parole: italiano (la lingua di tutte le canzoni dell'album tranne If it's love, e la lingua nostrana fa un certo effetto accostata ad un genere musicale in cui solitamente l'inglese la fa da padrone), stoner (i ritmi serrati e le incursioni psichedeliche ci portano all'America dei primi anni '90), Battisti (forse è solo un'impressione di chi ascolta, ma alcune soluzioni ritmiche della voce, in alcuni brani tra cui Il tempo della memoria, ricordano il Lucio Battisti dei primissimi anni '70, con i suoi esperimenti tra pop e blues quali Insieme a te sto bene), calda, graffiante, appassionata (la voce di Daniele Perrino), coesione (gli elementi della band suonano insieme come un tutt'uno, e non è una cosa da poco), L'appuntamento(proprio la title-track è il brano che spicca di più), dizione (aspetto da molti sottovalutato ma importantissimo: non c'è un singolo passaggio in cui si possa intuire che la band è vicentina. Complimenti al cantante, perché cantare per davvero in italiano è cosa tanto rara quanto apprezzabile). Marco Maresca
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L’appuntamento è un album complesso, che non si comprende appieno al primo ascolto. Bisogna accostarsi a questo ottimo lavoro con il cervello sgombro da pensieri ed elucubrazioni per lasciarsi trasportare dalle particolarissime ed evocative atmosfere che lo caratterizzano.
L’appuntamento è l’album d’esordio dei vicentiniVirgo, band già nota nel panorama locale con il nome di Papataci.
I membri di Virgo (Daniele Perrino alla voce, Luca Bastianello al basso, Carlo Bucci alla batteria e Livio Gaigher alla chitarra)vantano una pluriennale esperienza in ambito musicale. La cosa importante da tenere in considerazione è che ognuno di loro proviene da diversi percorsi musicali e dalla fusione di questi stimoli, dal mescolarsi di queste svariate esperienze nasce L’appuntamento.
Già si può immaginare la ricchezza del sostrato in cui nasce questo album di sano rock blues classico e sperimentale insieme, italiano ma con influenze straniere, psichedelico con sfumature electro e pop ma anche con qualche ricordo dell’alternative anni novanta.
Non ti sogno più, prima traccia di L’appuntamento si apre nei secondi iniziali con un clima da deserto del Lontano West appena prima dello scoppio di una battaglia tra nativi e coloni. Ma appena entra in campo la voce gravida di cupe e misteriose iridescenze si viene catapultati in un mondo interiore dal colore caduco, autunnale.
Tre è un pezzo molto movimentato e graffiante che scatena una voglia impellente di darsi all’headbanging. Il perfetto incastro tra la batteria serrata e incalzante e la chitarra che si spinge in sperimentazioni psych fa passare i tre minuti della canzone in un soffio, si rimane con il fiatone!
Assolutamente notevole dei Virgo e di L’appuntamento è la particolarità della struttura compositiva delle canzoni, mai banale: strofe, ritornelli, assoli, bridge si alternano senza soluzione di continuità in modo da lasciare spazio alla sorpresa e allo stupore di chi ascolta.
A metà dell’album troviamo la title track L’appuntamento, ballad rock davvero struggente… Nelle orecchie di chi scrive sono rimaste impresse le parole “Ruberò dai passanti indifferenti i tuoi smarriti frammenti”.
I Virgo ci portano ad un appuntamento, un incontro con noi stessi, con il nostro mondo onirico e perché no, anche con le nostre ombre. Quelle stesse ombre e sagome dai contorni labili che troviamo nel video della canzone uscito il 15 ottobre 2013 dalla regia di Filippo Leoni.
In Una storia vivente, pezzo compatto e solido, spicca la chiatarra il cui groove è un tributo agli Audioslave ma non si perde mai la profonda originalità inventiva della band.
La stanza dei colori è un lento rock blues dalle sonorità lounge. La voce profonda e ombrosa di Perrino si intreccia perfettamente con il tappeto ritmico fatto dagli altri strumenti, creando una di quelle atmosfere tra sogno e realtà che come abbiamo visto è uno dei marchi caratteristici di L’appuntamento.
Dalla narrazione che viene iniziata, portata avanti e conclusa con If it’s love, unica traccia in inglese de L’appuntamento emerge l’esperienza dei Virgo, musicisti di grande esperienza, compattezza e maestria.
E meno male che ci sono ancora band in Italia che sanno farci riflettere, che vanno a scandagliare le profondità della musica e dei nostri animi. Non tutto è perduto!